"Al giorno d'oggi (...) le persone pensavano solo a muoversi, si
spostavano molto di più, correvano per andare e poi per tornare. Lei non
avrebbe mai lasciato che la sua vita diventasse così; avrebbe sempre
trovato un momento per bere il tè, guardare il cielo, parlare. Che altro
c'era da fare? Accumulare denaro? E a che scopo? Il denaro aveva mai
procurato più felicità di una buona tazza di tè rosso e di un momento
passato insieme a una cara amica? Ne dubitava".
Da "Un matrimonio all'aperto", Alexander MacCall Smith, Guanda.
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mercoledì 20 marzo 2013
Al giorno d'oggi
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mercoledì 13 marzo 2013
sabato 9 marzo 2013
Spensieratezza da Oscar
Oggi leggevo questa intervista su Vanity Fair di Jennifer Lawrence che a soli 22 anni ha vinto l'Oscar come migliore attrice protagonista.
Jennifer ha una caratteristica che invidio molto, qualcosa che le viene naturale e per cui io invece mi devo sforzare tanto, tantissimo: la nonchalance.
Fare le cose senza curarsi delle conseguenze, ma solo perchè non ci si pensa, semplicemente non ci si bada, si pensa ad altro. Vivere lasciandosi andare, pensando che in un modo o nell'altro tutto andrà a posto, tutto si sistemerà.
Ecco cosa dichiara con assoluto candore la bella e serena Jennifer:
"Vede, io (...) [n]on ho abbastanza paranoia, neanche
un grammo, da nessuna parte: sono sull’autostrada e rischio di restare
senza benzina perché non ci penso. È sempre così: non ho idea di che
cosa faccio, vado in giro spensierata, sperando che tutto andrà bene".
Ecco, è proprio l'esercizio in cui mi sto impegnando io. Faccio una fatica incredibile. Sto sempre a pensare, prima ancora che le cose accadano, a tutte le possibili conseguenze. E se succede questo? E se succede quello? E se non riesco a farlo? E se ci riesco?
Come se pensare in anticipo a tutte le cose che potrebbero accadere mi permettesse di essere preparata. Preparata al peggio, preparata a una delusione, preparata a un dispiacere, preparata a reagire a qualsiasi imprevisto.
Come se davvero servisse, essere preparati. Serve solo a vivere con ansia la vita e a vedere pericoli a ogni angolo.
Mi alleno a lasciarmi andare, ad allentare il controllo finora ferreo su ogni aspetto della mia vita. Ma ci sono cose, quasi tutte a dire la verità, che non posso proprio controllare. Eh ma io ci provo lo stesso, sto lì a rimuginare e perdo tempo ed energia vitale a preoccuparmi delle conseguenze, a temere il futuro.
Controllo il mio comportamento da quando sono bambina, sono una piccola nazista che tortura se stessa. Non fare questo: potrebbe dispiacere tua madre. Non fare quello: potrebbe infastidire i tuoi amici. Non fare quell'altro: potrebbe disturbare quel gruppo di sconosciuti che non hai mai visto e non rivedrai mai più.
Sempre controllata su tutto, che fatica.
Certo non posso di punto in bianco diventare come Jennifer. Che probabilmente a volte darà anche sui nervi ai suoi amici per la sua svampitezza. Però ci sto provando davvero. Sto provando a rilassarmi, lasciare che le cose vadano come devono andare, che tanto lo fanno lo stesso.
Respirare a fondo, rilasciare i muscoli, lasciarsi andare, lasciare andare le cose, liberare la mente, pulirla dalle cose inutili, vedere solo l'essenziale. Che poi è l'unica cosa che serve per vivere.
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sabato 23 febbraio 2013
Che vita diversa
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martedì 19 febbraio 2013
Norvegese
Quest'estate raccontavo al mio capo che in Norvegia si lavora solo fino alle 3 o 4 del pomeriggio.
Lui ha risposto: "e che cosa fanno fino a sera?". Gli è proprio venuto spontaneo, dal profondo del cuore. Anche se ha una famiglia, dei figli con cui sta volentieri, è completamente immerso nella mentalità aziendalista dei nostri giorni. Non gli viene neanche in mente quante cose potremmo fare se non fossimo chiusi tutto il giorno dentro a un ufficio. La vita è lavoro, la realizzazione è nel lavoro, che cosa faremmo mai senza lavoro? Se dovessimo uscire più presto dall'ufficio come impiegheremmo il tempo?
Io per esempio oggi sono uscita presto, come mi capita abbastanza spesso da quando ho cambiato lavoro.
Mi sono presa un po' di tempo per me. Ho indugiato nel bel giardino che circonda l'edificio dove lavoro e ho scoperto che sono spuntate le prime primule.
Ho osservato il merlo e la merla che becchettavano in giro alla ricerca di qualche vermetto.
Ho pedalato lentamente verso casa, godendomi il tragitto perchè tanto era presto.
Ho preso un gelato, anche se faceva un po' freddino, perchè mi andava, perchè avevo fame e perchè un premio a fine giornata me l'ero meritato.
Ho guardato le vetrine dei negozi, studiando i titoli dei bestseller in libreria, perdendo ancora un po' di tempo prima di tornare a casa.
Sono arrivata che c'era ancora luce, appena in tempo per accorgermi che anche sul nostro terrazzo sono sputati i primi segni di primavera.
Sono arrivata che c'era ancora luce, appena in tempo per accorgermi che anche sul nostro terrazzo sono sputati i primi segni di primavera.
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giovedì 31 gennaio 2013
Fardelli
Eccomi alleggerita di un altro piccolo pezzo del fardello che mi porto
sulle spalle.
Il senso di colpa cosmico, la sensazione che tutto dipenda da me, se mollo
chissà cosa succede.
La paura di deludere gli altri, di non essere all’altezza delle loro
aspettative, di non piacere più, improvvisamente, per un unico minuscolo passo
falso.
Non dire mai di no, nascondere le mie fragilità, fingere di desiderare
qualcosa da cui in realtà vorrei scappare. Ecco come il lavoro si trasforma in
un incubo.
Tutta l’energia è concentrata lì, che spreco gigantesco.
Poi può darsi che io abbia comunque sbagliato direzione, che faccia
qualcosa che non è adatto a me, che mi sia collocata in un luogo che non è e
non sarà mai il mio.
Però se cominciassi ad alleggerire il peso delle mie giornate usando la mia
energia in un altro modo probabilmente la sensazione al risveglio sarebbe tutta
un’altra.
Ho un compito per le prossime settimane: essere imperfetta, lasciarmi sfuggire
i dettagli, non controllare tutto, lasciare andare, prendere le distanze,
fregarmene di quello che pensano gli altri.
Accettare la disapprovazione, permettere che un mio no possa creare una piccola
delusione nel mio capo, nei miei, nei miei amici. Dire: questa è quella che
sono, questo è quello che posso offrire. Non approfittatene.
Non sarà certo facile per una che da una vita fa esattamente l’opposto. Comincio
da oggi.
lunedì 28 gennaio 2013
Downshifting
Oggi ho imparato questa parola.
E' incredibile come tutto quello che sento e che leggo e a cui penso porti nella stessa direzione.
Non so se sono solo coincidenze o se forse le mie antenne si rizzano appena sentono qualcosa che si avvicina alle idee che circolano da un po' nella mia mente.
E' stato incredibile leggere questo post stamattina.
Sono circondata da persone che la pensano come me o che cercano uno stile di vita diverso da quello in cui vivono da sempre.
Non ho mai pensato di cercare qualcosa di diverso, tutto mi è sempre parso predefinito, una strada già segnata che non dovevo fare altro che seguire. Era la cosa più giusta e naturale da fare.
Forse per questo sono così irrequieta e stufa. Perchè inconsciamente ho cominciato a lottare contro la vecchia me, le mie credenze consolidate, le mie preferenze indotte. Ho iniziato a desiderare delle cose diverse che non avevo mai pensato mi potessero interessare.
Non so ancora dove mi porterà questa strada, se è quella giusta, se è quella che desidero.
Continuo a cercare.
E' incredibile come tutto quello che sento e che leggo e a cui penso porti nella stessa direzione.
Non so se sono solo coincidenze o se forse le mie antenne si rizzano appena sentono qualcosa che si avvicina alle idee che circolano da un po' nella mia mente.
E' stato incredibile leggere questo post stamattina.
Sono circondata da persone che la pensano come me o che cercano uno stile di vita diverso da quello in cui vivono da sempre.
Non ho mai pensato di cercare qualcosa di diverso, tutto mi è sempre parso predefinito, una strada già segnata che non dovevo fare altro che seguire. Era la cosa più giusta e naturale da fare.
Forse per questo sono così irrequieta e stufa. Perchè inconsciamente ho cominciato a lottare contro la vecchia me, le mie credenze consolidate, le mie preferenze indotte. Ho iniziato a desiderare delle cose diverse che non avevo mai pensato mi potessero interessare.
Non so ancora dove mi porterà questa strada, se è quella giusta, se è quella che desidero.
Continuo a cercare.
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